
Come Presidente della Lumen International Music Academy, il mio proposito è di fornire un programma di studio e delle opportunità di fare concerti per gli studenti e per i musicisti ospiti, offrendo loro gli strumenti e le informazioni necessarie a raggiungere e realizzare il loro proprio unico potenziale individuale.
Le tre maggiori componenti di un musicista alle quali noi ci rivolgiamo in modo intensivo sono l’orecchio, la tecnica e l’analisi (sia strutturale che armonica). E’ nostra convinzione che quando una di queste componenti principali è debole o non sufficientemente sviluppata il risultato non sarà soddisfacente e gratificante per l’esecutore. Noi ci proponiamo di sviluppare e creare un musicista consapevole e completo. E più completo è il musicista, più importante è il contributo che egli può dare sia agli altri che a lui stesso.
La prima componente da considerare è l’orecchio. Riusciamo a sentire tutte le voci che stiamo suonando e riusciamo a sentirle simultaneamente? Immaginiamo di stare ad ascoltare due persone che parlano nello stesso momento e che qualcuno ci chieda di rispondere e di commentare quello che abbiamo sentito. Forse noi abbiamo sentito una parte di quello che una persona stava dicendo e poi ci siamo spostati ad ascoltare l’altra persona. La sfida per i pianisti è di sapere ascoltare due o più voci indipendentemente e collettivamente e di essere capace di ascoltare tutte le note negli acuti e nei bassi come se esse venissero suonate nel registro centrale. Noi rispondiamo e reagiamo a quello che ascoltiamo ma per poter rispondere accuratamente dobbiamo essere capaci di sentire e seguire indipendentemente e collettivamente tutte le voci.
La seconda componente su cui insistiamo è la tecnica. Ho sentito dire di moltissimi pianisti che soffrono di tendinite e che per questo non sono liberi di esprimere le loro immagini ideali così come le sentono nel loro orecchio interiore. La tecnica consiste nel possedere una serie di strumenti e per riuscire a produrre e creare differenti sonorità di suono ed un gran numero di diversi schemi tecnici è necessario saper quale strumento serve per produrli. Il pianista deve avere il pieno controllo dei suoi muscoli, dalle mani alle spalle fino alla schiena, e deve conoscere quale movimento è necessario per produrre il tocco o il suono che desidera. Nessuno dovrebbe sentire alcun dolore quando suona, ma se questo avviene ci si deve fermare e si deve realizzare che il modo in cui si sta suonando è sbagliato.
La terza componente è l’analisi. I musicisti devono interpretare l’intento del compositore e capire e sentire la musica che eseguono. Il nostro lavoro comporta di trasmettere al pubblico come meglio possiamo l’intento del compositore. Tutte queste informazioni si trovano direttamente dentro la musica, ma bisogna capire come trovarle e cosa significano. Non basta sapere che Beethoven ha scritto nove Sinfonie, ma bisogna sapere come ognuna di queste è unica nella sua struttura e nel suo svolgimento e come ognuna di esse si è sviluppata nell’arco della vita del compositore.
Il fine dell’Accademia è di offrire ai musicisti gli strumenti necessari per diventare artisti indipendenti e completi. Noi ci sforziamo di preservare una importante cultura musicale classica e di accrescere il livello di consapevolezza e di eccellenza per ogni individuo. A sua volta ogni musicista può trasmettere queste informazioni ai suoi allievi e continuare la tradizione della musica classica. La musica può diventare un prezioso mezzo per elevare lo spirito umano sia di noi stessi che degli altri, portando idee di speranza, di gioia e di amore.